Faeto

Faeto

Faeto è un comune italiano di 613 abitanti della provincia di Foggia, situato sui Monti Dauni. Nell’alta valle del torrente Celone, è il secondo comune più elevato della Puglia e costituisce, unitamente al comune limitrofo di Celle di San Vito, l’unica minoranza della lingua franco-provenzale dell’Italia meridionale.

Bisogna tornare al 1200, all’epoca di saraceni e paladini, per scoprire le origini di Faeto. Durante l’assedio di Lucera, una guarnigione di soldati provenzali inviati da Carlo d’Angiò sostò presso una vicina abbazia benedettina. È per questa ragione che, nel dialetto locale, ancora oggi si scorgono accenti e cadenze provenzali e Faeto è considerata una singolare isola linguistica. Si trova più precisamente al confine tra Puglia e Campania ed è adagiata sulle falde del Monte Chilone, attorniata da boschi; una grande selva naturale dove dominano faggi e cerri. In virtù della sua notevole rilevanza ecologica, l’intero bosco unitamente a tutto il massiccio del Monte Cornacchia è un’area di prestigioso interesse in ambito comunitario. Cuore del paese è la cinquecentesca Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, dall’elevato interesse storico, da cui si snodano i vicoli tortuosi del centro storico, segnati dai tipici archi, le porte del paese di rara bellezza. È un’immersione nella vita contadina di un tempo, la visita al Museo Etnografico, allestito nella Casa del Capitano. Per gli amanti della natura, Faeto offre un bosco di 150 ettari di faggi, querce, cerri e latifoglie, costellati dai suggestivi mulini a vento e dalle sorgenti di acque minerali dalle proprietà diuretiche e curative, tra cui il Piscero, la Fonte di San Vito, la Fontana di Coppi e la Fontana di “Sciurtone”.

In estate l’appuntamento più atteso è la sagra dedicata al celebre “Prosciutto crudo di Faeto” che viene lavorato e prodotto qui. Il centro del paese pullula di botteghe gastronomiche dove poter gustare lardo e prosciutto su croccanti fette di pane caldo. A marchio PAT, l’insaccato è annoverato tra i prodotti gastronomici tipici della Puglia. Dal sapore marcato, di colore rosso mattone e profuma di legno e di bosco. Si ottiene dai maiali neri di Capitanata, specie autoctona del Sub-Appenino Dauno, allevati prevalentemente con sistema biologico e allo stato brado. Presenta un’alta rifilatura e una particolare sapidità grazie alla sua stagionatura, che è favorita dalle condizioni climatiche del luogo, fresche e ventilate dall’alta Valle del Celone.

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